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Rifiutare l’idea di rifiuto: differenziando non si spreca!


Torna la rubrica Seminiamo Sostenibilità, nata per raccontarti un passo alla volta il percorso ideato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dedicato alla sostenibilità dell’evento. Scopri con noi il progetto SEeD, seme, appunto, acronimo di Systemic Event Design. In questa quarta puntata scopriamo come è possibile ridurre l’impatto ambientale di un evento come Terra Madre Salone del Gusto 2016 attraverso una sempre più attenta gestione dei rifiuti.

Lo sai che nel 2015 sono stati prodotti nel Mondo dai 7 ai 10 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani? (Global Waste Management Outlook 2015, United Nations Environment Programme).

differenziata3In Italia lo scenario non è differente: nel 2015 sono stati prodotti circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Di questi circa il 57% (17 milioni di tonnellate) costituisce l’indifferenziato, mentre il restante 43% il differenziato. Delle circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti differenziati il 49% viene avviato a riciclo, il 34% viene trasformato in compost, il 2% viene riutilizzato, mentre il 15% non viene valorizzato (quasi 2 milioni di tonnellate) (Dati ISPRA 2015). Questa mole di rifiuti ha un impatto negativo sull’ambiente ed è insostenibile dal punto di vista economico (smaltire i rifiuti costa in media ad una famiglia italiana circa 4 euro a settimana) ed etico (ancora oggi, a fronte degli ingenti sprechi alimentari, sono 805 milioni le persone che soffrono la fame, FAO 2015). Come è possibile ridurre una tale quantità di rifiuti?

La risposta potrebbe essere la raccolta differenziata: se differenzi i rifiuti infatti è come se non buttassi via niente, perché la maggior parte di quello che gettiamo via è riciclabile o riutilizzabile e, se raccolto correttamente, acquista nuovo valore. In questo modo ad esempio, come evento Terra Madre Salone del Gusto 2016, riusciamo a valorizzare i nostri rifiuti organici trasformandoli in compost per uso agricolo, facciamo sì che la carta e il cartone diventino materia prima riciclata per nuove pubblicazioni, e che elementi come il vetro e l’acciaio diventino nuovi imballaggi per i prodotti dei Presìdi Slow Food. Inoltre risparmiamo le risorse naturali e l’energia necessaria alla produzione di nuove materie prime e riduciamo sia gli spazi per i rifiuti, sia i gas serra generati dal loro smaltimento.

Durante l’evento i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti saranno forniti dal partner del progetto sistemico AMIAT, società del Gruppo Iren, mentre Legambiente formerà i volontari che vi spiegheranno come differenziare al meglio nelle oltre 100 isole ecologiche distribuite all’interno dell’area dell’evento.

Per ridurre il numero di rifiuti inoltre abbiamo motivato gli espositori e visitatori ad adottare una serie di buone pratiche come l’utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili per la fruizione del cibo, quello di imballaggi sostenibili per la protezione ed il trasporto degli alimenti ed ancora l’utilizzo di cassette o altri componenti in legno certificati FSC. In più, per la prima volta, gli espositori saranno seguiti da un gruppo di volontari di Eco dalle Città formati apposta per assisterli dal momento dell’allestimento alla fase post evento.

Differenziata 5La raccolta differenziata, l’adozione di azioni virtuose da parte degli espositori, la riduzione di molti componenti da parte dell’organizzazione, le progettualità sistemiche, hanno permesso al nostro evento di ridurre progressivamente il numero di rifiuti prodotti riducendo del 58% l’indifferenziato sul totale dei rifiuti (dati 2014 rispetto all’edizione del 2006 di inizio del progetto), mentre è aumentato del 219% il differenziato. Il trend è assolutamente positivo se pensate che il Salone del Gusto è cresciuto in termini di numero degli espositori (dai 525 nell’edizione del 2006 ai 1000 nel 2014), dei visitatori (dai 172000 del 2006 ai 220000 del 2014) e della superficie fieristica e commerciale (dai circa 51000 mq dell’edizione 2006 ai circa 80000 mq del 2014). Questi risultati sono stati resi possibili grazie anche al sempre più attento contributo alla raccolta differenziata da parte dei visitatori. Nell’edizione 2012 dell’evento abbiamo raggiunto insieme una purezza del 92% del rifiuto differenziato e questo ci ha permesso di valorizzarlo al meglio.

E tu? Fai la raccolta differenziata a casa? Valorizza i rifiuti differenziandoli, trasformali da scarti che sottraggono risorse, danneggiano gli ecosistemi e la biodiversità, a beni con un valore economico pronti per essere riutilizzati: perché differenziare significa risparmiare, ma significa anche voler bene alla Terra!

 

Franco Fassio
Responsabile Scientifico progetto Systemic Event Design (SEeD)
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche

Scopri cos’è il progetto SEeD e di quali altri settori si occupa!


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