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Aceto da bere: il nuovo trend della mixology


Dom Costa accompagna i visitatori del Salone del Gusto nel mondo degli shrubs

Sono l’ultima tendenza del bartending e fanno impazzire gli amanti dei drink: shrubs, drinking vinegars e syrups non devono mancare nella cocktaileria di oggi per dare personalità a ogni evento.

I nuovi trend della mixology infatti, hanno stabilito che il sapore acidulo è il gusto dell’estate, in particolare con l’aceto da bere: conosciuto soprattutto come shrub, in realtà non è una vera e propria novità, bensì era già in uso come tonificante nell’Inghilterra del XV secolo e come conservante nell’America coloniale del XVII secolo. Qualcuno mormora che questa originale – ma non troppo – bevanda sia tornata in auge pochi anni fa in Messico, dove improvvisamente il prezzo dei lime ha subito un’impennata tanto elevata da mettere a rischio l’intera industria dei cocktail. L’acidità poco inferiore a quella degli agrumi ha fatto sì che l’aceto sia diventato un valido sostituto, dando vita non solo alla riscoperta di una bevanda dissetante e aromatica, ma anche a valide combinazioni apprezzate in tutto il mondo.

Aceto da bere 1A Terra Madre Salone del Gusto non mancherà l’occasione di assaggiarne alcune, partecipando al Laboratorio del Gusto Shrubs, Vinegars & More. Partendo dai prodotti artigianali di giovani aziende americane – Shrub & Co., Pickett’s, Morris Kitchen, Wilks & Wilson e Pok Pok Som – che usano solo ingredienti di qualità, freschi e biologici, sarà possibile scoprire come sono impiegati nella cocktaileria d’avanguardia, così come in alcuni classici del pre-proibizionismo. A guidare le degustazioni Dom Costa, bartender internazionale e appassionato ricercatore del mondo della mixology.

Addentrarsi nella materia, infatti, non è così semplice come sembra: gli ingredienti e la mano che li miscela fanno la differenza.

«L’offerta è molto variegata – ci spiega Dom Costa davanti al suo preferito, un Tommy’s Margarita, incluso tra i New Era Drinks dell’ I.B.A.– ma preparare un buon cocktail non è affatto semplice: non solo il barman, ma persino il ghiaccio fa la differenza! Siamo come ingegneri chimici dietro al bancone. È necessario saper calibrare gli ingredienti, tassativamente di qualità, shakerare nel modo e nel tempo giusto e soprattutto scegliere il ghiaccio che più si addice. Durante Terra Madre Salone del Gusto cercherò di dimostrare tutto questo, scegliendo ingredienti e proposte da degustare anche a seconda del pubblico presente. Partiremo dai cocktail più semplici, che miscelano acidità e dolcezza in modo perfetto, per arrivare a proposte più forti e originali, che comprenderanno shrubs e drinking vinegars. Sapranno incuriosire persino chi solitamente non è abituato a bere!».

E ovviamente la mixology non si ferma qui. Tanti gli appuntamenti per gli amanti dei cocktail, che potranno spaziare dalle varietà di saké al vermouth tradizionale di Torino, dal gin al whisky scozzese fino alle creazioni di Michele di Carlo per celebrare nei cocktail il ricchissimo patrimonio di sapori e profumi dei prodotti dell’Arca del Gusto.

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Di Annalisa Audino
a.audino@slowfood.it


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