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Che ne sarà del Tetra pak®?


Chi di noi non è mai stato tormentato dai dubbi, con un cartone in Tetra pak® in mano e i cassonetti della raccolta differenziata davanti agli occhi?

tetrapakDifferenziare il Tetra pak® non è affatto facile perché non si capisce intuitivamente dove va gettato e, a complicare le cose, ogni comune italiano ha le sue regole per lo smaltimento. Ma c’è chi avuto un’idea brillante per riutilizzare questo prezioso materiale al 100%: Lucart, azienda cartaria in provincia di Lucca dal 1953 e Partner sistemico di Terra Madre Salone del Gusto, ha inventato il Fiberpack®, un materiale per riciclare i cartoni per bevande tipo Tetra pak®.

I loro prodotti più noti sono di sicuro quelli a marchio Tenderly, ma Lucart è specializzata soprattutto nella produzione di ogni genere di carta riciclata: «questo know-how nasce da una necessità antica – ci spiega il responsabile della comunicazione Tommaso De Luca – perché l’Italia non è un Paese a vocazione cartaria, la produzione di cellulosa avviene soprattutto nel Nord Europa, in America Latina, in Russia e in Asia. Qui da noi la carta è sempre stata fatta con quello che avevamo a disposizione: nel Medioevo veniva ricavata da stracci messi a macerare e poi anche con la paglia, mentre ora riutilizziamo carta fatta con pura cellulosa, cioè facciamo carta riciclando carta».

A Terra Madre Salone del Gusto Lucart fornisce un set da tavola composto da tovaglietta, tovagliolo e tovagliolo bar (quello che si avvolge attorno al cono gelato, per intenderci), ma anche carta igienica, asciugamani e asciugatutto realizzati con il Fiberpack®. Ma capiamo come nasce questo materiale innovativo?

lucart-tetrapackDai cartoni per bevande tipo Tetra pak®, con una tecnologia pulita e a rifiuti zero, Lucart ricava fibre di cellulosa non sbiancate (74%) e polietilene e alluminio (26%). Dal riciclo delle prime si ottiene il Fiberpack®, con cui si producono i tovaglioli per Terra Madre Salone del Gusto. Un processo snello e funzionale, con un’unica pecca: la raccolta del Tetra pak® non è molto efficiente in Italia, perciò Lucart si deve rifornire anche dai paesi limitrofi, pur attivandosi per migliorare lo smaltimento dei rifiuti italiani in collaborazione con Comieco e Tetra pak®.

Da polietilene e alluminio si ricava invece l’AL-PE, un materiale destinato alle industrie che producono manufatti per l’edilizia, elementi per l’arredo urbano e oggetti di uso comune, come pallet o dispenser da bagno per l’erogazione di carta. La città di Venezia, in particolare, ha saputo vedere le potenzialità di questo nuovo materiale, da cui sono stati ricavati alcuni pali per gli ormeggi nautici in laguna e la prima piattaforma galleggiante per l’accesso dei disabili alle gondole. Un altro vantaggio dell’AL-PE è che si tratta di un materiale riciclato e riciclabile: basta ritritarlo e si possono produrre oggetti nuovi di zecca.

La produzione di Fiberpack® è un progetto che in 3 anni (dal 2013 al 2015) ha già portato ottimi risultati,fato-natural-dx permettendo di recuperare ben 2 miliardi di cartoni per bevande: contenitori che se disposti per lungo percorrerebbero 11 volte la circonferenza della Terra. Ottime notizie anche per quel che riguarda Terra Madre Salone del Gusto: grazie alla fornitura di Lucart per l’evento recuperiamo 65.211 cartoni per bevande tipo Tetra pak®, evitiamo 5,3 metri cubi di discarica, salviamo 17 alberi di media dimensione ed evitiamo l’emissione in atmosfera di 1951,5 chili di CO2.

«La sensibilità ambientale negli ultimi anni è aumentata, anche grazie a eventi in cui si spiegano ai visitatori gli aspetti ecologici, come Terra Madre Salone del Gusto. Ovviamente questo comporta un grande lavoro dietro le quinte ed è molto apprezzabile da parte di Slow Food la ricerca meticolosa di tutti i partner sistemici e la cura per i dettagli», spiega De Luca. Durante l’evento, controllate i vostri tovaglioli, raccontano la loro storia e vi spiegano come mai non sono di un bianco candido ma color avana.

 

Francesca Monticone
f.monticone@slowfood.it

 


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