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Il cibo come mezzo di innovazione sociale


Torna la rubrica Seminiamo Sostenibilità, nata per raccontarti un passo alla volta il percorso ideato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dedicato alla sostenibilità dell’evento. Scopri con noi il progetto SEeD, seme, appunto, acronimo di Systemic Event Design. Con l’undicesima puntata ti raccontiamo perché Terra Madre Salone del Gusto può essere un momento di innovazione e cooperazione sociale per entrare in contatto con tutte le comunità etniche della città di Torino.

Il cibo è uno dei migliori veicoli di valori sociali, è in grado di coinvolgere le persone nella ricerca di nuove soluzioni a sfide collettive come l’integrazione e l’annullamento delle disuguaglianze. Il cibo e la cucina sono tra i mezzi più semplici e immediati per entrare in contatto con altre culture e conoscerne le tradizioni. Durante la manifestazione hai così la possibilità di conoscere le storie di migrazione che hanno contribuito allo sviluppo sociale, economico e urbano di tutta Italia e in particolare della città di Torino.

ra_cucinaterramadre_281012_044-jpgQuale migliore occasione se non quest’edizione all’aperto per visitare con calma la città, i parchi, i quartieri e i monumenti e per conoscere meglio anche la popolazione torinese? Terza in Italia per numero di residenti stranieri, Torino ha circa 890.000 abitanti e il 15,49% di questi, ben 137.902, sono stranieri. (Dati ISTAT 2016). Potrai così comprendere il cambiamento che è in atto nel capoluogo piemontese, una città che si è aperta all’integrazione sociale e che vede la multietnicità non come un problema, ma come una risorsa.

Per fare un vero e proprio tour interculturale alla scoperta delle comunità torinesi non c’è che l’imbarazzo della scelta: una serie di attività ed eventi socio-culturali come il Migrantour, un percorso guidato all’interno del più grande mercato all’aperto in Europa, Porta Palazzo, dove trovi i prodotti tipici delle comunità marocchina, rumena e cinese. Molto legato all’attualità è l’evento Soup For Syria, realizzato presso la Biblioteca Ginzburg, dedicato alla Siria e ai suoi rifugiati che si divide in due parti: innanzitutto un momento inaugurale con un Forum aperto al pubblico, in cui puoi ascoltare le testimonianze di chi si sta spendendo per cambiare le cose e in seguito la preparazione di una zuppa da parte di cucinaTO, il tutto accompagnato dalla musica tunisina di Fanfara Station. Non perdetevi anche la Human Library, una biblioteca umana di persone che raccontano storie di cibo che ha curato, salvato vite, costruito cultura e integrazione, realizzata presso la Scuola Holden grazie alla collaborazione di Slow Medicine.

E non è finita qui: in concomitanza con Terra Madre Salone del Gusto, le vie di San Salvario sono teatro del Festival Internazionale di Cucina Mediterranea, un evento che ha come obiettivo quello di unire attraverso la cucina le diverse culture che già convivono in quello che è uno dei quartieri più multietnici di Torino: per sottolineare la sua multiculturalità, il Festival viene inaugurato dalla benedizione da parte dell’imam, del parroco e del rabbino, in rappresentanza delle tre comunità religiose che convivono nel quartiere, oltre a quella valdese. Punta di diamante del Festival è il Pranzo Capoverdiano, preparato da alcune donne della comunità capoverdiana italiana, un ulteriore occasione per far incontrare i delegati internazionali con la diaspora africana nel nostro Paese.

 

Pietro Vincenzi
Project manager Systemic Event Design (SEeD)
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche

 

Scopri cos’è il progetto SEeD e di quali altri progetti si occupa!


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