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Il nostro cibo quotidiano: veleno o medicina?


«La teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri e sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo, in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un’alimentazione migliore. L’uomo è ciò che mangia».
(Il mistero del sacrificio o l’uomo è ciò che mangia, Ludwig Feuerbach, 1862)

Con l’affermazione «l’uomo è ciò che mangia», il filosofo tedesco Feuerbach aveva già capito, più di un secolo e mezzo fa, che la nostra alimentazione è causa diretta della nostra salute e influisce in modo decisivo sul nostro benessere. Negli ultimi anni, sovrappeso e obesità sono diventati un problema di salute pubblica nei paesi occidentali. Per fare fronte al problema l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha sviluppato una linea guida intitolata Strategia globale su dieta, attività fisica e salute: «Si consiglia l’aumento del consumo di frutta e verdura, la sostituzione dei grassi animali insaturi con quelli vegetali insaturi, la riduzione della quantità e delle proporzioni di grassi, sale e zucchero e l’attività fisica giornaliera». Secondo l’Oms, circa un terzo delle malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbero essere evitati grazie a un’alimentazione sana ed equilibrata.

Tutto questo però potrebbe risultare troppo semplice: per stare bene basta mangiare bene, ma… cosa vuol dire mangiare bene?

Al giorno d’oggi siamo costantemente bombardati da notizie, fatti e opinioni relativi al mondo del mangiare bene e restare in forma, un business da milioni di euro. Rimaniamo sempre più spiazzati davanti alle innumerevoli scelte a nostra disposizione. E alla fine si cerca di fare del proprio meglio per barcamenarsi tra migliaia di prodotti, cercando di fare le scelte migliori con gli strumenti a disposizione. I dubbi però sono tanti e non sempre è facile capire cosa è meglio per la nostra salute: I prodotti “peso forma” e dietetici, faranno davvero bene? La farina utilizzata dalla grande industria farà poi così male? Che cosa sono gli zuccheri saturi? Potrò dare a mio figlio le merendine confezionate che vanno tanto di moda?

Un modo utile di approcciarsi a prodotti sani e buoni è sicuramente un ritorno alle origini, un back to basics. Provate a immaginare questo scenario: voi e la vostra bisnonna in un supermercato moderno. Immaginate lo stupore nei suoi occhi nel vedere questa miriade di prodotti nuovi, sconosciuti, forse anche inutili, qualsiasi tipo di verdura e frutta a disposizione tutto l’anno, carne e pesce in quantità. Un consiglio potrebbe essere quello di stare alla larga da tutti quei prodotti frutto dell’industrializzazione moderna e invece di avvicinarsi a quelli che pensiamo che anche la nostra bisnonna avrebbe avuto a disposizione.

CIBO E SALUTE 2Questo deve fare riflettere: la nostra alimentazione è uno dei pochi aspetti su cui possiamo agire per preservare la nostra salute e il nostro futuro. L’unico modo per riuscire a sovrastare questo tsunami di input diversi e fuorvianti è informarsi, cercare, leggere e approfondire. Seguire la filosofia Slow Food è già un ottimo punto di partenza: mangiare locale e stagionale, recandosi nei mercati contadini; chiedere sempre che i cibi che compriamo non siano stati trattati chimicamente; consumare meno carne ma di migliore qualità per evitare gli antibiotici presenti nella produzione di larga scala; leggere sempre le etichette evitando i cibi con ingredienti incomprensibili e limitare il consumo di zuccheri sono alcuni dei consigli che Slow Food fornisce per pensare alla nostra salute.

Da dove iniziare quindi? Cosa mangiare? Quali prodotti evitare? Per aiutarci, tre grandi esperti parleranno alla conferenza Il nostro cibo quotidiano: veleno o medicina?:

Sei quello che mangi… tu cosa saresti?

IL NOSTRO CIBO QUOTIDIANO: VELENO O MEDICINA?
25 settembre dalle 11:00 alle 12:30
Il Centro – Teatro Carignano
Piazza Carignano, 6
10123 Torino

Prenota subito il tuo posto!

 

Giulia Capaldi
g.capaldi@slowfood.it


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