-Le mille e una zucca!- Le mille e una zucca a Terra Madre Salone del Gusto!
 


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Le mille e una zucca!


Le zucche mettono subito allegria: tonde, oblunghe, maculate, striate, a fiaschetta, minuscole, enormi, con i semi, senza semi, gialle, arancioni, verdi… Ne esistono di tutti i tipi! E ognuna ha un utilizzo diverso. Non lo sapevi? Allora vieni a visitare Cucurbita Sapiens: una zucca dai 1000 utilizzi, la mostra organizzata durante Terra Madre Salone del Gusto presso l’area di Slow Food Educazione del Borgo Medievale nel Valentino, in collaborazione con la Fabbrica dei suoni di Venasca, dove puoi esplorare tutti i modi in cui questo splendido ortaggio è stato usato nel corso dei secoli.

02_09_Le mille e una zucca_Danilo-RaimondoLa storia della Lagenaria siceraria, conosciuta anche come zucca a fiasco, ha origini antichissime: «Il reperto più datato risale a 11.500 anni fa ed è stato ritrovato nella Grotta degli Spiriti, nel nord della Thailandia» racconta Danilo Raimondo, artigiano del suono, che ha curato la mostra insieme alla sua compagna Cristina Bolla. Insieme costruiscono strumenti musicali e, dopo una serie di viaggi, le loro strade hanno incrociato quella della zucca a fiasco.

«Ci siamo appassionati agli strumenti musicali e abbiamo scoperto che ne esistono centinaia: a corde, a fiato, a percussione… con le zucche si può fare qualsiasi cosa! Abbiamo iniziato prima a coltivarle e poi a costruire gli strumenti, ma non ci siamo mai definiti liutai classici» prosegue Danilo. «Abbiamo scelto di usare la Lagenaria e l’abbiamo ribattezzata Cucurbita Sapiens, che è anche il titolo della mostra itinerante che porteremo a Terra Madre Salone del Gusto. È una zucca che non si mangia e ne esistono diverse varietà: a fiaschetta, piccoline, rotonde, a trottola… Ognuna ha un uso differente». Una volta essiccata, diventa legnosa e resistente, ottima da utilizzare come contenitore.

02_09_Le mille e una zucca_2Sono circa 200 gli oggetti esposti in mostra: potrai vederla trasformata in biberon, borraccia, contenitore per mungere o per preparare il burro, utilizzata come catino o urna cineraria; ma anche sotto forma di strumento musicale. Quattro i percorsi scelti per raccontarla: l’uso domestico e quotidiano, quello ludico, l’aspetto magico e la creazione di strumenti musicali. Il tutto passando attraverso le ere, i continenti e le varietà.

«Non tutte le specie arrivano dalle Americhe: i romani, e forse anche gli africani e gli orientali prima di loro, la utilizzavano come contenitore. Veniva usata addirittura prima della terra cotta! Dire che può essere usata in mille modi non è sicuramente un eufemismo. Del resto, è impermeabile, leggera e facile da trasportare. Ormai nessuno la usa più perché è stata sostituita dalla plastica».

La zucca ha influenzato molto l’evoluzione culturale: «Anche se non si mangia, viene coltivata lo stesso per diventare un oggetto di uso comune» racconta Danilo. «Il suo impiego più affascinante è sicuramente quello musicale. Si pensa che per costruire chitarre e violini ci si sia ispirati proprie alle zucche: del resto, se le tagliamo a metà vediamo che la loro sezione coincide con la forma di questi due strumenti!»

Le zucche rappresentano un mondo antico, un linguaggio universale che dobbiamo impegnarci a riscoprire. Sono state usate per millenni dai nostri antenati in un’epoca in cui un materiale come la plastica non era neanche ancora stato immaginato.

Secondo Danilo anche le zucche vogliono bene alla terra: «Ristabiliscono il rapporto con la natura e ci permettono di manipolare l’ambiente in modo sano ed equilibrato».

Come si fa a non amare un ortaggio così allegro e versatile? Vieni a visitare la mostra, tutti i giorni al Borgo Medievale dalle 10 alle 19 e non perdere l’occasione di (ri)scoprire i suoi mille usi!

 

Gabriella Bruzzone
g.bruzzone@slowfood.it


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