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Non acquistiamo rifiuti, ma generiamo compost


Torna la rubrica Seminiamo la biodiversità, nata per raccontarti un passo alla volta il percorso ideato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dedicato alla sostenibilità ambientale dell’evento. Scopri con noi il progetto SEeD, seme, appunto, acronimo di Systemic Event Design. Oggi parliamo di riciclo!

Lo sapevi che 100 kg di stoviglie monouso compostabili, avviati al trattamento, permettono di non immettere nell’atmosfera 60 Kg di CO2? Un risparmio equivalente a sei auto che percorrono 50 Km, o all’energia consumata da 385 lampadine da 50 w accese tutto il giorno.

Quest’oggi la rubrica Seminiamo Sostenibilità ti parla proprio dei materiali utilizzati per la fruizione del cibo durante Terra Madre Salone del Gusto 2016. L’obiettivo primario del progetto, vale a dire la riduzione progressiva dell’impatto ambientale in tutte le edizioni dell’evento, ha condotto anche a un’attenta e consapevole selezione di materiali per la tavola il più possibile sostenibili.

Che senso avrebbe infatti godere delle gioie di un cibo buono, pulito e giusto servendosi di posate e piatti realizzati con materiali non valorizzabili che generano rifiuti?

Posate-Mater-biLa necessità di realizzare un evento il più possibile sostenibile ha convinto così gli organizzatori a proporre ai vari espositori l’utilizzo di materiali per la fruizione del cibo biodegradabili e compostabili. Tali materiali, che sono il Mater-Bi® dell’azienda partner Novamont e la polpa di cellulosa, nascono dalla Terra, ossia da materie prime rinnovabili di origine naturale (l’amido di mais), e lì tornano alla fine del loro ciclo di vita. Attraverso la raccolta differenziata nell’organico e grazie al compostaggio infatti questi materiali vengono trasformati in terriccio fertile o compost da utilizzare nell’agricoltura.

Abbiamo scelto di applicare lo stesso ragionamento agli shopper e ai sacchetti per la spesa che verranno utilizzati durante l’evento: per questo nell’edizione 2008 di Terra Madre Salone del Gusto siamo stati i primi ad utilizzare esclusivamente shopper biodegradabili e compostabili, eliminando così i sacchetti di plastica già due anni prima che fossero dichiarati illegali. Oggi la legge italiana vieta l’utilizzo di buste per la spesa di plastica, altamente inquinanti, ma purtroppo ancora molti commercianti ne fanno utilizzo (1 sacchetto su 2 in circolazione è infatti illegale) alimentando un mercato nero che è controllato in gran parte dalla criminalità organizzata con un giro d’affari pari a 160 milioni di Euro, di cui 30 milioni solo per evasione fiscale (Dati 2016, Legambiente, campagna Un Sacco Giusto). Per rispondere a questa criticità abbiamo quindi deciso di commercializzare unicamente buste per la spesa e shopper biodegradabili e compostabili durante Terra Madre Salone del Gusto 2016.

Ma che cosa vuol dire esattamente “biodegradabile” e “compostabile” e perché sono proprietà così importanti?

Partendo dalla biodegradabilità, questa è la capacità di sostanze e materiali organici di essere ridotti in sostanze più semplici mediante l’attività enzimatica di microorganismi e si configura come uno dei fenomeni sui quali si basa il ciclo naturale della vita sulla Terra. La compostabilità, invece, è la capacità di un materiale organico di trasformarsi in terriccio o compost fertile mediante il compostaggio, ossia un processo biologico controllato dall’uomo, ma reso possibile dall’azione di batteri e funghi. Quindi così come in natura le sostanze organiche vengono “degradate” in molecole inorganiche di acqua, anidride carbonica e metano, allo stesso modo i materiali biodegradabili e compostabili possono ritornare alla Terra.

E tu a casa utilizzi sacchetti biodegradabili e compostabili per la raccolta dei rifiuti organici? E se organizzi una festa con molti invitati, quali stoviglie usi? Ricorda che quando acquisti e utilizzi materiali biodegradabili e compostabili nella vita di tutti i giorni è un po’ come se facessi il compost a casa: adottando questi materiali non si producono infatti rifiuti che inquinano la Terra, ma risorse in grado di nutrirla. Non acquistiamo rifiuti, ma generiamo compost e dimostriamo di voler bene alla Terra.

Camilla Cipriani
Project manager Systemic Event Design (SEeD)
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche

Scopri cos’è il progetto SEeD e di quali altri settori si occupa!

foto: greenews.info


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