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Non di solo vino: alla scoperta delle birre di Francia


Pensi alla Francia e immagini i vigneti che punteggiano le sue colline e i piccoli bistrot dove si sorseggiano calici di vino rosso o champagne spumeggiante al calar della sera. Ma a Terra Madre Salone del Gusto vogliamo mostrarti un volto poco noto dei nostri cugini d’Oltralpe: la loro passione per la birra. Anche i francesi infatti sono stati influenzati dalla rivoluzione brassicola che, partita dagli Stati Uniti, è approdata nel Vecchio Mondo e ormai è in piena diffusione: il movimento delle birre artigianali. È un’infatuazione recente, quella dei francesi per la birra, ma i primi birrifici artigianali stanno lavorando sodo perché diventi un vero e proprio amore. Se non vuoi perderti questo nuovo panorama, il Laboratorio Tour de France in sei tappi ti dà l’opportunità di incontrare i migliori mastri birrai francesi e le loro creazioni.

Francia_birre_GonzaloMettiamoci in cammino quindi, o meglio inforchiamo una bici e pedaliamo verso le coste provenzali: dopo una foto ai campi di lavanda e un assaggio di biscotti alle mandorle ci dirigiamo verso Marsiglia, dove ci accoglie Gonzalo Araque, birraio di Des Suds Fabrique des bières bio. Colombiano di origine, Gonzalo si è trasferito in Francia per amore e, dopo un breve periodo parigino, ha preferito la tranquilla Marsiglia per aprire il suo piccolo birrificio artigianale: «è una città molto dinamica e incoraggiante per le piccole attività, tanto che i micro birrifici sono raddoppiati negli ultimi sei mesi e noi siamo uno di quelli, abbiamo aperto solo nel novembre scorso». Ma la scelta è caduta su Marsiglia anche per la qualità delle materie prime della zona: «uso ingredienti il più possibile locali, come il malto dell’Ardèche, il luppolo alsaziano e fiori e riso di agricoltori marsigliesi. Tutto tassativamente biologico. Voglio raggiungere il massimo della qualità rispettando l’ambiente e le persone che ci vivono e ci lavorano, in modo da attivare l’economia locale, perché la nostra birra sia un prodotto buono per il palato e per tutta la comunità!». La birra che Gonzalo presenta a Terra Madre Salone del Gusto è il suo cavallo di battaglia: si chiama Part Faite, ed è la versione marsigliese della Kölsch, birra storica di Colonia. Fermentata in un serbatoio ovoidale, per dinamizzare il processo, e poi in bottiglia, è una birra bionda, dolce, leggera e con un gusto molto piacevole, rotondo.

Siete pronti a pedalare in salita? Il prossimo birrificio si trova a 1100 metri d’altitudine nella piccola borgata di La Jarjatte, vicino a Lus-la-Croix-Haute, 75 chilometri a sud di Grenoble. Il proprietario è David Desmars, personaggio eclettico e originale che nel 2010 ha aperto la Brasserie du Haut Buëch, situata alla sorgente dell’omonimo fiume: «qui è la qualità dell’acqua ciò che fa la differenza, più locale di così non si può! Cerco di usare la filiera corta anche per gli altri ingredienti, ma è difficile per un piccolo birrificio, soprattutto se si trova ad alta quota». La Jarjatte infatti è un paesino di circa 40 anime con paesaggi mozzafiato, completamente incontaminato e sperduto nella regione Rhône-Alpes. Allietato dal panorama, David produce più di venti tipi di birra: «preparo sia birre classiche rivisitate sia alcune nate dall’improvvisazione e tutte rappresentano la mia identità, perché metto tutto me stesso in quello che faccio. E mi piace ricercare nuovi gusti e sapori, sperimentando con materie prime e lavorazione: ora mi sto dedicando all’affumicatura e al grano». La più particolare fra le sue creazioni è la Suprême Grätzer, una birra di grano, chiara, molto originale, dal gusto acido e affumicato. Si ispira a due birre rare e antiche: la prima è la polacca Grätzer realizzata con malto di grano affumicato con legno di quercia, mentre la seconda è una birra tedesca, la Lichtenhainer, fatta con malto d’orzo affumicato con legno di faggio e malto di frumento.

Ci dirigiamo ora verso Nord, in direzione Nantes, capoluogo della Loira Atlantica, o Bretagna storica che dir si voglia. Nonostante i costanti dibattiti appassionati sull’appartenenza amministrativa di Nantes, una cosa è certa: è la città del vino Muscadet. Ma anche delle birre di Charlotte Goin. Il birrificio Les bières de Charlotte ha aperto nel 2012 e per lei e Chloé Boutrot, la sua collaboratrice, la tradizione vitivinicola della regione non è un problema: «qui si beve soprattutto vino, ma non mancano gli amatori della birra artigianale, che grazie a molti giovani micro birrifici sta ricevendo sempre più attenzione da parte del pubblico». Reperire materie prime locali è difficile perciò non disdegnano anche ingredienti importati (come il malto belga e il luppolo dell’Est della Francia), in accordo con l’essenza di Nantes, crocevia di rotte commerciali che le hanno valso il soprannome di Venezia dell’Ovest. Charlotte ha sempre avuto la passione per la birra e, incurante del fatto che quello del birraio sia perlopiù un mestiere da uomini, fa della femminilità un suo punto di forza: «il lavoro è fisico e faticoso ma la birra è femminile, e le nostre lo sono ancora di più! Sono birre di carattere, hanno sapori speciali come il coriandolo o il pepe Sichuan, come la Blanche che porteremo a Torino».

Francia_birre_Benoit4Ancora qualche pedalata e siamo a Brest, all’estremo Occidente della Bretagna. Ad accoglierci troviamo Benoit Corre della Brasserie du Baril che, tra una crêpe e una galette, ci fa assaggiare le sue birre. In Bretagna il primo micro birrificio è nato nel 1985 e oggi ce ne sono quasi 60: «Questa è terra di birra!», dice Benoit. «Qui non è difficile essere legati al territorio: usiamo malti e luppoli bretoni (e biologici). È una birra locale al 100%, anche la vendita si limita alla città di Brest perché fra dieci anni ci sarà un micro birrificio in ogni paesino e il significato dell’acquisto di prodotti locali è anche quello di creare lavoro in una certa area». Il contatto con il territorio è ancora più forte per Benoit perché il suo birrificio è nato grazie a una campagna di finanziamento partecipativo che gli ha permesso di raccogliere il capitale iniziale e produrre i primi 500 litri di birra, che ha venduto in meno di 24 ore! A Torino ci fa assaggiare la Baril white, la loro ultima creazione, una birra bianca di frumento, con note di mandarino. Pur essendo ispirata dallo stile tedesco “Weizenbier”, non è una bianca classica perché l’unione di malto d’orzo e di grano offre una splendida bianchezza e un’incandescente schiuma.

Questa è solo una parte del viaggio: nel nostro percorso brassicolo attraversiamo anche Borgogna e Strasburgo, da Virgile Berthiot e Christian Artznerch! Vieni a trovarci al Laboratorio del gusto Tour de France in sei tappi, dove puoi incontrare Gonzalo, David, Chloé e Benoit, assaggiare la loro birra e conoscere la loro storia. Ti aspettiamo lunedì 26 settembre a Torino!

E non finisce qui: leggi il programma degli altri appuntamenti birrosi a Terra Madre Salone del Gusto e scopri quali altri appuntamenti fanno per te: ce n’è davvero per tutti i gusti!

 

Francesca Monticone
f.monticone@slowfood.it


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