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Progetto SEeD: l’importanza della tracciabilità


Torna la rubrica Seminiamo la biodiversità, nata per raccontarti un passo alla volta il percorso ideato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dedicato alla sostenibilità ambientale dell’evento. Scopri con noi il progetto SEeD, seme, appunto, acronimo di Systemic Event Design. Oggi parliamo di tracciabilità e… pallet!

Nella seconda puntata della rubrica Seminiamo Sostenibilità vogliamo ragionare con te sul tema della tracciabilità dei prodotti. Per farlo, Slow Food allestisce con i Greenpallet® la maggior parte dei suoi spazi espositivi collocati nel Parco del Valentino, nelle vie e nelle piazze di Torino in occasione di Terra Madre Salone del Gusto 2016. Come forse sai già i pallet o bancali nascono come basi per gli imballaggi nella movimentazione delle merci. Alla fine del loro ciclo di vita, quando iniziano ad essere usurati, se non vengono sottoposti a pratiche di riciclo diventano un rifiuto e ciò ovviamente comporta un costo di smaltimento. Nel 2015 sono stati immessi solo nel mercato italiano più di 2 milioni di tonnellate di imballaggi in legno, di cui il 64% è stato recuperato e destinato al riciclo. Purtroppo però il sistema legislativo italiano non obbliga la tracciabilità di questo imballaggio terziario e ciò comporta il rischio concreto che i pallet utilizzati per la movimentazione di prodotti chimici e dannosi per la salute vengano utilizzati anche per il trasporto di prodotti agroalimentari.

Come valorizzare quindi tale materiale anche durante il nostro evento, contribuendo così alla buona pratica del suo riciclo e riutilizzo? Abbiamo risposto a questa domanda impiegando i pallet per la realizzazione degli allestimenti: in questo modo abbiamo allungato il loro ciclo di vita, reinventato la loro funzionalità e li abbiamo fatti tornare imballaggi a fine evento. In particolare il ritorno dei pallet alla loro funzione originaria di imballaggi è stato reso possibile grazie alla partnership con l’azienda LURISIA, che si impegnerà ad acquistarne una parte alla fine del Salone.

SEeD pallet 5Gli oltre 5000 pallet impiegati durante Terra Madre Salone del Gusto 2016 per la realizzazione degli stand verranno forniti dall’azienda partner del progetto sistemico PALM. I Greenpallet® vengono realizzati con legno di pioppo certificato PEFC e FSC interamente riciclabile, coltivato e lavorato nella zona del mantovano e sono trasparenti in termini di tracciabilità. PALM ha infatti realizzato il progetto RFID (acronimo di Radio-Frequency IDentification) che appone su ogni bancale un’etichetta con tag RFID e QR code che permette di conoscere la storia del pallet, risalendo all’origine della materia prima, definendo che cosa ha trasportato, localizzandolo e controllando anche la data di scadenza dei prodotti movimentati. La tracciabilità e il controllo della filiera produttiva permettono anche di arginare il mercato nero dei pallet, controllato dalla criminalità organizzata, che produce solo in Italia una frode fiscale di circa 396 milioni di Euro (Dati 2009, Camera dei Deputati).

Perché, dunque, è importante che ognuno di noi si informi su questi imballaggi? Perché questi costi ricadono su di noi, e nel giro di un anno è come se ogni italiano ne acquistasse 4. In quanto proprietari di questi bancali non avremmo il diritto di sapere da dove arrivano, che cosa hanno trasportato, chi li ha prodotti e in che modo?

Attraverso allestimenti con pallet vogliamo far crescere dentro ognuno di voi la consapevolezza dell’importanza della tracciabilità e dell’origine dei prodotti che acquistate. Una consapevolezza che deve maturare attraverso una sempre più attenta lettura dell’etichetta. Tali comportamenti virtuosi devono essere stimolati soprattutto nei bambini e proprio per questo Slow Food Educazione ha distribuito cassette della frutta da utilizzare come piccoli spazi per coltivare gli ortaggi in 25 scuole torinesi. Gli “orto pallet” verranno poi esposti presso il Borgo Medioevale del Valentino durante il Salone, a ulteriore testimonianza che anche un imballaggio a fine vita non è uno scarto, ma una risorsa per educare.

 

Pietro Vincenzi
Project manager Systemic Event Design (SEeD)
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche

Scopri cos’è il progetto SEeD e di quali altri settori si occupa!


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