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Il ritorno del salmone rosso


Una nazione, un pesce, un destino comune

Quando ha sentito raccontare per la prima volta la storia della nazione Okanagan, Ingrid Jarrett, coordinatrice del convivium Slow Food di Thompson Okanagan e da sempre impegnata nella lotta per una cultura alimentare rispettosa della diversità, non riusciva a credere alle proprie orecchie. Era la storia di un salmone e la storia di un popolo. Una storia di speranza e di destini intrecciati.

Iniziò a mandare giornalisti alla sede della Okanagan Nation Alliance (Ona), finché Pauline Terbasket, direttrice generale dell’Ona, la mandò a chiamare per chiedere spiegazioni. Era l’inizio di uno splendido rapporto tra due donne dal carattere forte e tra la nazione Okanagan e Slow Food.

Il popolo Syilx

salmone2Gli Okanagan designano se stessi come popolo Syilx, una parola che sottintende un comando rivolto a ciascun membro della comunità per invitarlo a creare legami con la propria gente e con tutte le forme di vita di cui si compongono il territorio e le vie d’ac- qua fino a diventare una cosa sola con esse. Per migliaia di anni il rapporto in- staurato con la terra dai membri della popolazione Syilx ha consentito loro di fare affidamento su se stessi e di vivere bene. Formavano una sola nazione stanziata a cavallo di quello che è oggi il confine tra gli Usa e il Canada, conoscevano intimamente il loro territorio e i molteplici altri suoi abitanti, pescavano e cacciavano, coltivavano e raccoglievano, praticavano attività artigianali e commerciavano secondo i loro bisogni. Trattavano con rispetto i loro dèi del cibo – l’orso, il salmone, la Lewisia rediviva e la bacca del saskatoon – considerati alla stregua di famigliari, di antenati, che in tempi remoti li avevano creati e si erano assunti la responsabilità di nutrirli.

La colonizzazione ha alienato la popolazione da se stessa e dal suo stile di vita, allontanandola dalle risorse che garantivano la sua sussistenza fino al tracollo della sua economia autarchica. Il salmone rosso ha sempre costituito una risorsa alimentare di prima importanza per la popolazione Syilx. Il pesce risale la corrente lungo il fiume Okanagan fino allo Snake River, e poi giù giù fino al fiume Columbia, dove si riunisce con famiglie venute da altri corsi d’acqua e fiumi, sbocca nel Pacifico e sale verso nord per intercettare il Vortice del Nord Pacifico. Hawaii, California e ritorno, più e più volte, fino a quando giunge il momento di risalire il fiume Columbia per deporre le uova in un raggio di non più di cento metri dal luogo di nascita. Al passaggio danno da mangiare agli uomini, agli orsi, agli uccelli. La popolazione Syilx ha pescato il salmone rosso nelle storiche località di McIntyre Bluff e Okanagan Falls per migliaia e migliaia di anni… Eppure negli anni Trenta del secolo scorso hanno iniziato a venire erette dighe invalicabili. I corsi d’acqua furono incanalati, furono costruite rive e l’habitat dei salmoni andò distrutto. Il clima cambiò. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse si trasformò in un flagello. Il salmone, che fin dall’alba dei tempi tornava a casa ogni anno scomparve quasi del tutto. Intorno alla metà degli anni Novanta gli esemplari adulti fecondati che tornavano nelle acque d’origine erano meno di 5000. Eppure era giunta l’ora di Kt cp’elk’ stim’.

Il ritorno del salmone rosso

Kt cp’elk’ stim’ significa “far tornare indietro”, “riportare a casa”. A partire dal 2003 l’Ona gestisce un progetto finalizzato a ripristinare la popolazione di salmone rosso nei laghi di Osoyoos, di Skaha e nel lago Okanagan, intrec- ciando scienza moderna e pratiche ancestrali: il transito del pesce adulto alla diga McIntyre è stato riprogettato da cima a fondo, gli habitat fluviali sono stati ripristinati, sono stati sca- vati canali a latere per consentire ai salmoni di deporre le uova, sono state attivate stazioni di schiusa nelle acque del lago Skaha e sono stati predisposti strumenti di gestione in tempo reale dell’acqua in cui vivono i pesci. Tutte queste misure sono andate di pari passo con la rivitalizzazione della cultura tradizionale e delle cerimonie degli Okanagan, che pregano per invitare il salmone a ritornare, un po’ come il salmone ha riportato in auge la loro cultura.

Il salmone rosso degli Okanagan ha ascoltato quelle preghiere. Nel 2014 sono ricomparsi oltre 600.000 esemplari, una piccola parte dei quali viene pescata in base a specifici criteri per nutrire la popolazione. Nel frattempo bambini con gli occhi lucenti imparano la lingua in scuole Syilx. I custodi della conoscenza preservano il chap-tikwl (storia orale), e mantengono vivi i racconti e la memoria del loro popolo; gli artisti prosperano; i giovani, nuovamente orgogliosi delle loro origini, lavorano per recuperare e rivitalizzare i saperi tradizionali incrociandoli con la conoscenza scientifica per poter essere un giorno, come era un tempo, i veri custodi della loro terra.

di Michéle Mesmain

 

I pescatori del salmone rosso canadese saranno rappresentati a Terra Madre Salone del Gusto 2016 da Tessa Terbasket della nazione Okanagan. Durante la prossima edizione dell’evento le popolazioni indigene saranno rappresentate nelle Conferenze, nei Forum di Terra Madre e, con un programma specifico di eventi aperti al pubblico e di incontri dedicati ai lavori di rete, nello spazio Indigenous Terra Madre, nel Parco del Valentino.


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