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Terra Madre Salone del Gusto: vietato sprecare!


Torna la rubrica Seminiamo Sostenibilità, nata per raccontarti un passo alla volta il percorso ideato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dedicato alla sostenibilità dell’evento. Scopri con noi il progetto SEeD, seme, appunto, acronimo di Systemic Event Design. Nella puntata di oggi vogliamo parlarti di spreco alimentare, di quanto sia importante evitarlo e di come sia possibile riuscirci, evitando gli eccessi nei consumi ma anche elaborando un sistema in grado di raccogliere e riutilizzare le eccedenze.

Partiamo da un dato: lo sai che ogni anno in Europa vengono buttate 88 milioni di tonnellate di cibo, all’incirca 120 chilogrammi di cibo per persona, con un relativo costo stimato pari a 143 miliardi di euro? (FAO)

La FAO stima che circa un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato prima di raggiungere le tavole o le dispense dei consumatori a causa delle perdite presenti lungo tutta la filiera, per esempio i prodotti non raccolti nei campi, gli alimenti che deperiscono nei magazzini prima di arrivare nei mercati, le merci in scadenza scartate dalla grande distribuzione, i prodotti deperibili invenduti e gli avanzi di mense scolastiche e aziendali. Questi sprechi sono dovuti principalmente a problemi di raccolta, stoccaggio, imballaggio e trasporto dei prodotti, a meccanismi di mercato/prezzo, così come dai quadri giuridico-istituzionali e riguardano tutti i generi alimentari. Sempre la FAO stima che il 30% dei cereali prodotti nel mondo viene sprecato (circa 286 milioni di tonnellate), il 35% del pesce, il 20% dei derivati del latte, il 45% della frutta e verdura e il 20% della carne (circa 263 milioni di tonnellate, equivalente a 75 milioni di mucche).

keepitclean-mod-350x340Buttare il cibo è altamente insostenibile in quanto comporta uno spreco di lavoro, acqua, energia, terreno ed altri fattori necessari alla sua produzione. Inoltre ancora oggi sono circa 795 milioni le persone nel mondo che soffrono la fame e circa una persona su nove non ha abbastanza cibo per condurre una vita sana ed attiva (World Food Programme).

Per modificare questo scenario è necessario agire su più fronti. Da un lato, creare un sistema che coinvolga società civile, settore privato e organizzazioni/associazioni al fine di riutilizzare le eccedenze, vale a dire quei prodotti alimentari che rimangono invenduti per varie cause pur mantenendo i requisiti di igiene e sicurezza, e gli sprechi, ossia quei prodotti alimentari ancora commestibili che la catena agroalimentare decide di eliminare per ragioni commerciali, estetiche o perché vicini alla data di scadenza. Per questo motivo, attraverso il sostegno del Banco Alimentare del Piemonte, abbiamo pensato di organizzare una raccolta di tutte le eccedenze alimentari prodotte durante Terra Madre Salone del Gusto 2016 presso la mensa degli espositori, oltre all’eventuale invenduto che gli espositori vorranno donare, fornendoli a titolo gratuito ad associazioni ed enti caritativi.

Dall’altro lato bisogna istruire il consumatore a compiere scelte maggiormente attente e consapevoli. Per evitare di sprecare il cibo devi per esempio limitare gli acquisti ai consumi per il breve periodo, scegliere prodotti deperibili sfusi evitando quelli venduti in confezioni troppo grandi, prestare maggiore attenzione alla data di scadenza e gestire meglio gli alimenti nel frigorifero riscoprendo la cucina degli avanzi, caratteristica della nostra tradizione gastronomica. Con le tue scelte di consumo puoi infatti indirizzare comportamenti economici e produttivi verso una maggiore sostenibilità. Informati allora sui prodotti che acquisti, leggi l’etichetta per conoscerne il luogo di origine e le tecniche di produzione e quando riesci compra direttamente dai produttori. La filiera corta costituisce infatti un’alternativa al modello alimentare della grande distribuzione, una delle principali cause di spreco di cibo nel mondo in quanto finalizzato unicamente all’aumento dei consumi.

 

Pietro Vincenzi
Project manager Systemic Event Design (SEeD)
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche

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