-Una strategia per mangiare meglio e ammalarsi meno- Mangiare meglio e ammalarsi meno: come fare?
 


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Una strategia per mangiare meglio e ammalarsi meno


Torna la rubrica Seminiamo Sostenibilità, nata per raccontarti un passo alla volta il percorso ideato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dedicato alla sostenibilità dell’evento. Scopri con noi il progetto SEeD, seme, appunto, acronimo di Systemic Event Design. In questa settima puntata vogliamo parlarti di come è possibile prevenire numerose malattie e patologie, anche gravi, attraverso il consumo di cibi sani e l’adozione di abitudini alimentari corrette.

Lo sai che in Italia nel 2015 il 45,1% della popolazione maggiorenne è in eccesso di peso? (35,3% in sovrappeso, 9,8% obeso) Una tendenza crescente nel tempo, soprattutto tra i maschi, dal 51,2% nel 2001 a 54,8% nel 2015. Le persone malate di diabete in Italia sono invece più di 3 milioni, pari al 5,5 % della popolazione, anche questa una percentuale in costante aumento dal 2000 (Dati ISTAT 2014-15).

L’obesità e il diabete sono tra le principali malattie croniche causate dalla dieta occidentale moderna, basata sul consumo di prodotti animali (carne e latticini) e di prodotti vegetali trasformati dall’industria alimentare (in particolare farine raffinate, zucchero e oli raffinati). Tale regime alimentare è ricco di zuccheri rapidamente Mangiare bene ammalarsi meno1assimilabili, di grassi saturi e di calorie, e favorisce una condizione del metabolismo caratterizzata da alti livelli di insulina nel sangue. L’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, permette di far passare lo zucchero dal sangue alle cellule muscolari, dove viene utilizzato per produrre energia meccanica. Quando i livelli di glucosio sono troppo alti l’insulina non riesce ad agire correttamente, l’organismo cerca di produrne di più finché il pancreas esaurisce le sue capacità di compensare la resistenza insulinica delle cellule facendo aumentare le possibilità di contrarre malattie come obesità e diabete.

Il modo più semplice per evitare tali malattie consiste nel prevenirle attraverso un’alimentazione equilibrata a basso indice glicemico, povera di carni rosse e latticini, ricca di legumi, verdure e cereali integrali.

I cibi semplici, di origine vegetale, non raffinati dall’industria e con basso indice glicemico (L’IG è un sistema di classificazione dei cibi basato sul loro effetto sui livelli di glucosio nel sangue) riempiono di più e tamponano il senso di fame per più tempo oltre a bruciare di più il grasso corporeo e meno le proteine dei muscoli. Purtroppo però la prevenzione non fa gli interessi di nessuno. La maggior parte degli investimenti di ricerca in campo alimentare è orientata alla produzione di cibi “funzionali”, arricchiti chimicamente e geneticamente da fattori potenzialmente preventivi e impoveriti da fattori potenzialmente dannosi. Ma la “sofisticazione del cibo” conviene solo all’industria alimentare.

In particolare l’alimentazione moderna è povera di semi o, se li contiene, li presenta in forma troppo raffinata (farine finissime e oli). I semi come cereali, legumi, semi di sesamo e semi della frutta contengono numerose sostanze che si perdono con la raffinazione, SF0086713tra cui per esempio i fitoestrogeni che hanno un effetto protettivo nei confronti dei più forti ormoni sessuali prodotti dall’organismo e permettono di prevenire malattie come il tumore al seno, all’intestino e alla prostata.

Attraverso le numerose Conferenze e i Laboratori del Gusto che si terranno durante Terra Madre Salone del Gusto 2016 vogliamo anche raccontarti come l’avvento del cibo industriale, accompagnato da una vita molto sedentaria e da una disponibilità illimitata di carni, grassi, di zucchero, di latte e farine raffinate, ha comportato una rivoluzione biologica a cui il nostro corpo non si è potuto abituare. Per difendersi dalla standardizzazione dell’industria alimentare e dai suoi effetti negativi sulla salute è necessario riscoprire la ricchezza e la varietà dei cibi locali, pretendere dal mercato la loro diffusione attraverso la filiera corta, recuperare le tradizioni alimentari dei popoli della Terra e le loro ricette. Mangiare di qualità e in modo attento conviene a tutti: conviene a te e alla tua salute, conviene ai produttori che lavorano in modo virtuoso realizzando alimenti sani e di qualità, conviene alla società, in quanto si riducono i costi sanitari sostenuti per le cure di persone affette da malattie croniche causate da un’alimentazione scorretta, e conviene alla Terra, dal momento che le produzioni artigianali e locali sono maggiormente sostenibili.

Franco Fassio
Responsabile Scientifico progetto Systemic Event Design (SEeD)
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche

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